Teatro per adulti

Ezio Budini

PRONUNCIA e COMUNICAZIONE

PRONUNCIA E TIMBRICA: Impariamo a parlare meglio, attraverso un corretto uso della dizione ed un corretto uso dei registri vocali. Nel primo caso il lavoro sarà incentrato sulla fonazione, cioè sull’emissione del suono per mezzo dell’apparato fonatorio, rivolgendo particolare attenzione ai tempi della respirazione e all’articolazione sillabica. Senza una buona respirazione ed una buona articolazione non si può ottenere una buona dizione. Nel secondo caso si lavora sulle potenzialità vocaliche che ciascuno di noi possiede senza saperle sfruttare, vale a dire sul corretto uso del muscolo diaframmale il quale ci permette di timbrare la voce dandole maggiore profondità ed incisività.

LETTURA ESPRESSIVA: Sarà, in seguito, una sorta di resoconto per ciascun allievo del lavoro svolto sulla pronuncia e sulla timbrica. Nella lettura espressiva andranno a confluire tutti quegli elementi di cui abbiamo bisogno per poter narrare una storia: respirazione controllata, articolazione e dizione, uso del diaframma e modulazione della voce, conoscenza e rispetto della punteggiatura, espressività e fantasia.

ARTE DEL COMUNICARE: Migliorare il nostro parlato quotidiano servendoci di una buona dizione e di un corretto uso del diaframma, ed acquistare con l’aiuto di una comunicazione efficace maggiore sicurezza nei rapporti sociali e lavorativi, ci permetterà di essere più disinvolti, più incisivi, più magnetici nel catturare l’attenzione, più gradevoli all’ascolto, più motivati.

Programma di lavoro:

  • Gli organi di fonazione
  • Come e dove nasce la voce: la riserva d’aria, la cassa di risonanza, la modulazione
  • Esercizi preparatori alla respirazione
  • Esercizi di respirazione diaframmale
  • Esercizi di ginnastica facciale
  • Esercizi di articolazione e sillabazione
  • La voce come strumento: volume, timbro, cadenza
  • L’importanza del diaframma: esercizi per il timbro vocale
  • Elementi di dizione 1: l’accento tonico e l’accento fonico
  • Elementi di dizione 2: i suoni vocalici ed i suoni consonantici
  • Il raddoppiamento fonetico
  • La lettura espressiva: punteggiatura, ritmo e intonazione
  • Esercizi di coordinamento tra lettura, respirazione, articolazione e pronuncia
  • La comunicazione come arma seducente e l’arte di parlare in pubblico

Il seminario è a numero chiuso (massimo di 12 allievi)

Ezio Budini

RECITAZIONE

Il Progetto ha lo scopo di guidare gli allievi nell’esplorazione delle proprie capacità vocali e fisiche, rendendone leggibile ogni sfumatura o sottigliezza.
Ciò sarà possibile soltanto ricercando una efficace comunicazione corporea ed una espressività vocale corretta; punti d’arrivo, questi, da raggiungere attraverso un percorso formativo che abbraccia una prima fase d’improvvisazione teatrale ed una seconda fase di approccio ai testi drammaturgici.

Con l’improvvisazione si scardinano alcuni meccanismi che molto spesso sono motivo di timidezza, insicurezza, paura a lasciarsi andare etc. L’improvvisazione teatrale ci mette a nudo, rivelandoci la nostra parte nascosta, l’altra faccia della nostra anima, quella che difficilmente manifestiamo per paura di esporci fuori dai canoni. Il teatro è un mezzo per misurarci con la nostra fantasia, spesso frenata. Il teatro è un divertente quanto impegnativo strumento del quale servirci per relazionarci meglio con gli altri, acquistando più sicurezza e fiducia in noi stessi.

Non da meno, inoltre, è l’efficacia del teatro per imparare ad usare bene la voce e l’intero apparato fonatorio, per migliorare il modo di esprimersi e di esprimere, per pronunciare correttamente tutte le parole, riuscendo
molto spesso, attraverso esercizi di respirazione, ginnastica facciale, articolazione, sillabazione, dizione e lettura espressiva, ad eliminare difetti che sembrano irrimediabili (pronuncia di alcune lettere come la erre o la esse, balbuzie, pronuncia insaponata, etc.), ma anche per migliorare la postura e i movimenti del corpo.

Avvicinarsi al teatro, quindi, non necessariamente per diventare attori, ma per disinibirsi e conoscersi meglio, per sfruttare nel modo migliore le proprie potenzialità e superare, se ci sono, eventuali difficoltà di
comunicazione, per migliorare il nostro parlato quotidiano servendoci di una buona dizione e di un corretto uso del diaframma, per acquistare maggiore sicurezza nei rapporti sociali e lavorativi, per essere più
disinvolti, più incisivi, più magnetici nel catturare l’attenzione, più gradevoli all’ascolto, più motivati.
Fondando i suoi propositi su queste premesse, il progetto racchiude al suo interno un programma che consta di due punti essenziali:

1) Una prima fase di laboratorio, il cui principale obiettivo è la formazione di un gruppo di lavoro che possa dar vita, mediante la didattica teatrale e l’ausilio dei giochi di improvvisazione, ad una serie di esperienze che fungano da stimolo per la creatività degli allievi.

2) Una seconda fase di laboratorio incentrata sul lavoro testuale (analisi del testo e studio dei personaggi) e sulla messinscena dell’opera scelta, finalizzati alla preparazione di uno spettacolo da rappresentare in chiusura di laboratorio.

In entrambe le fasi particolare attenzione verrà rivolta al corretto uso della lingua italiana, attraverso una vasta gamma di esercizi ai quali si è accennato in precedenza.

Percorso Didattico

Fase 1

 Training Vocale e Fisico
 L’attore Percettivo
 Le Dinamiche dell’Improvvisazione

Fase 2

 Le Metamorfosi: Lavoro sul Corpo
 Il Testo Scritto: Improvvisazione ed Azioni Fisiche
 Elementi di Recitazione: tra Diderot e Stanislavskij
 Elementi di Recitazione: Lavoro sul Monologo e Lavoro sul Dialogo

Fase 3

 la Messa in Scena e gli Obiettivi della Regia:
 il Testo ed il Sottotesto
 i Personaggi e la Struttura Psicologica
 le Azioni Fisiche e la Gestualità;

Ezio Budini

ATTORE PERCETTIVO e DINAMICHE D’IMPROVVISAZIONE
Il seminario si divide in tre parti strettamente correlate tra loro.

1) TRAINING FISICO E VOCALE
L’attore, per esprimersi e comunicare, si serve di due strumenti: il corpo e la voce. Il lavoro con gli allievi si dirama nelle due direzioni: Training Fisico per sciogliere le tensioni muscolari ed essere padroni del corpo e delle sue azioni (“La sensibilità per un attore consiste nell’essere in costante contatto con il proprio corpo. Un attore che non fa mai ginnastica recita dalle spalle in su.” Peter Brook); Training Vocale per riscaldare la voce attraverso esercizi di respirazione, articolazione, vocalizzazione e sollecitazione diaframmale.

2) L’ATTORE PERCETTIVO
Il primo obiettivo del percorso didattico è la creazione di un gruppo di lavoro che abbia come assoluta necessità ed unico scopo il raggiungimento dell’armonia scenica, in cui ciascun attore non è un singolo ma è parte di un “tutto”. Il “tutto” è il risultato di un gioco dove si vince solo se si guarda nella stessa direzione. Si riesce, dunque, ad eseguire una sinfonia soltanto se i vari strumenti seguono con precisione lo stesso spartito. Partendo da queste premesse, l’obiettivo successivo o punto d’arrivo del percorso è la consapevolezza e per ottenerla bisogna lavorare sulla concentrazione. La buona concentrazione è utile all’attore per percepire totalmente lo spazio in cui si muove e la presenza fisica e mentale dei compagni di scena. La concentrazione, la percezione e la capacità di ascolto generano la prontezza di riflessi e di conseguenza un’abilità reattiva. Concentrazione, percezione e riflessi: questi i tre punti-cardine intorno ai quali, con una varietà di esercizi fisici e vocali, si sviluppa il lavoro d’ensemble della seconda fase del seminario.

3) LE DINAMICHE D’IMPROVVISAZIONE TEATRALE
L’improvvisazione può essere condotta in tanti modi ed in ciascuno di essi l’attore deve trovare gli spunti necessari a far si che in scena accada qualcosa d’interessante. Dalla fantasia e dall’originalità prende vita l’improvvisazione. Gli obiettivi di chi improvvisa sono gli stessi di chi recita un testo scritto: divertirsi e restituire la verità del personaggio che interpreta. Con la differenza, però, che nell’improvvisazione il processo creativo dell’attore non si appoggia ad una storia predeterminata e ad un personaggio definito, ma parte dal nulla (improvvisazione libera); al limite, si serve di qualche elemento dato che funga da input per avviare il lavoro (improvvisazione guidata o costrittiva). Il percorso didattico quindi, partendo da questa dualità (improvvisazione libera o costrittiva, appunto) guida l’allievo nell’esplorazione delle molteplici forme d’improvvisazione, da quella parlata – dove lavorano corpo e voce – a quella muta – dove lavora solo il corpo; da quella che indaga il  quotidiano, il reale, il concreto, a quella che viaggia nell’astratto, nell’immaginario, nell’irreale; giungendo poi all’improvvisazione suggerita da un testo scritto che serva soltanto da canovaccio… Naturalmente l’infinita varietà di esercizi presuppone la possibilità di improvvisare singolarmente o in ensemble.

A conclusione del seminario gli allievi andranno in scena con una performance d’improvvisazione aperta al pubblico.

Mirko Modesti

TEATRO

Finalità

  • Acquisire maggiore consapevolezza di sé e della propria potenziale espressività fisica
  • Sviluppare capacità di integrazione e relazione con gli altri
  • Approfondire i mezzi di espressione verbale
  • Imparare ad organizzare la propria fantasia secondo le regole del linguaggio teatrale
  • Progettare ed elaborare eventi teatrali di cui i ragazzi siano autori e interpreti

Sono previste inoltre lezioni di dizione, di approfondimento sulla creatività del movimento, sulle tecniche della pantomima.
Ogni corso si conclude con la realizzazione di uno spettacolo pubblico in un importante teatro con la presenza di musica eseguita dal vivo da una vera orchestra da camera o sinfonica.