Storia della musica

STORIA ED ESTETICA MUSICALE

PROGRAMMA MINISTERIALE DEGLI ESAMI DI LICENZA

Il candidato estrarrà a sorte tre fra tutti gli argomenti qui numerati e risponderà alle interrogazioni della Commissione sugli argomenti medesimi:

a) Fondamenti fisici della musica:
1) Fondamenti fisici del ritmo. Il fenomeno della oscillazione pendolare e sua legge. Il metronomo.
2) Produzione del suono. Le vibrazioni dei corpi sonori.
3) Trasmissione del suono. Riflessione del suono: eco e la risonanza.
4) Le qualità del suono: altezza, intensità, timbro, loro cause.
5) Il fenomeno dei suoni armonici: sua causa, sua importanza come base della tonalità, e sue applicazioni nel meccanismo sonoro degli strumenti.
6) Scala naturale e scala temperata.
7) Il fenomeno della oscillazione simpatica: le casse di risonanza.
8) Il fenomeno dei battimenti: il terzo suono di Tartini.
9) Classificazione degli strumenti musicali.

b) Storia della musica:
– L’antichità.
1) Origini della musica. I primi strumenti. La musica della mitologia.
2) La musica dei selvaggi e dei primi popoli storici (Egiziani, Cinesi, Assiri e Babilonesi, Ebrei).
3) La musica dei Greci e dei Romani.

– Il Medio Evo.
4) La musica dei primi cristiani: il canto gregoriano nei suoi caratteri modali e ritmici.
5) Gli inizi della polifonia. Il contrappunto medioevale. Compositori e teorici.
6) La scrittura musicale medioevale, considerata specialmente in relazione alle origini della scrittura odierna.
7) Guido d’Arezzo e il sistema musicale medioevale. La Solmisazione.
8) Musica popolare e teatro nel medioevo. Trovatori e menestrelli.
9) La prima rinascita italiana: l’Ars nova (madrigali, cacce, canzoni, ballate).
Strumenti in uso nel tempo.
10) Sviluppo del contrappunto vocale: la scuola fiamminga.
11) Le scuole polifoniche italiane del sec. XVI. Teorici e compositori. Semplificazione e purificazione della polifonia vocale. Riforma e controriforma: il Corale – Palestrina – I due Gabrieli, Marenzio, Gesualdo, Vecchi, Banchieri, Croce, Gastoldi. La progressiva tendenza espressiva, drammatica, rappresentativa.
12) Sguardo riassuntivo alle forme di musica polifonica vocale cinquecentesca. Musica sacra: mottetti, messe, salmi, responsori, improperii. Musica profana: frottola, villanelle, canzonette, madrigali, balletti, madrigali drammatici, intermezzi.

– I tempi moderni:
13) Graduale conquista della tonalità moderna e dei nuovi mezzi espressivi. Strumenti a pizzico, ad arco e a fiato.
14) Origini del melodramma.
15) Origini e primo fiorire dell’Oratorio. Giacomo Carissimi. La Cantata e il Duetto da Camera.
16) Monteverdi e la scuola veneziana. La scuola romana.
17) L’opera napoletana. Alessandro Scarlatti. L’opera buffa e l’opera sentimentale.
18) Sviluppo musicale del Melodramma (recitativo, aria, finale, strumentazione espressiva). Decadenza artistica.
19) La riforma di Gluck e Calzabigi. Teorici del Melodramma. Satire e parodie in Italia e fuori.
20) Il melodramma nazionale in Francia (da Lulli e Rameau ai nostri giorni) in Germania (da Schultz sino a Mozart e Weber) ed in Inghilterra (Purcell).
21) Trapianto dell’opera italiana in Francia e in Germania; Piccinni, Sacchini, Cherubini, Spontini, Rossini. L’opera italiana in Russia: Galuppi, Cimarosa, Paisiello, Sarti.
22) L’opera italiana nel sec. XIX: Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi; autori minori. Il melodramma contemporaneo.
23) Wagner: importanza musicale e artistica, caratteri nazionali della sua produzione. I post-wagneriani.
24) Origini e prime forme della musica strumentale moderna: canzone, fantasia, ricercare, toccata e fuga.
25) La musica strumentale nel sec. XVII: la Suite e le sue origini, la Partita, Sonata da chiesa e da Camera. Compositori organisti, violinisti e cembalisti italiani e stranieri.
26) La musica strumentale italiana nel secolo XVIII: Concerto grosso e concerto solista. Origini italiane della Sonata e della Sinfonia moderna. Cenni storici sull’organo, sul violino, sul pianoforte e sul clavicembalo (cembalari, organari, liutai).
27) Bach e Háendel.
28) Haydn, Mozart e Beethoven.
29) Il periodo romantico.
30) La musica strumentale nei secoli XIX e XX, il Poema sinfonico e la musica a programma da Vivaldi in poi.
31) Le giovani scuole nazionali: Russia, Norvegia, Finlandia, Spagna, Cecoslovacchia, Ungheria, Italia.
32) Sguardo riassuntivo alle forme di musica svoltesi dalla fine del Cinquecento in poi.

NB. Durante questo primo biennio lo studio della materia deve essere compiuto con particolare riguardo alla musica italiana e mirando a scopi pratici e a mettere in luce i principali fatti e le principali figure.

B) Per gli allievi di composizione e direzione d’orchestra

PROGRAMMA DEGLI ESAMI DI COMPIMENTO DEL CORSO
(PROGRAMMA MINISTERIALE)

PROVE SCRITTE:
Analisi e critica di una composizione moderna o contemporanea assegnata dalla Commissione. La prova sarà tenuta in stanza chiusa nel tempo massimo di 10 ore.

PROVE ORALI:
a) Interrogazioni su due dei seguenti argomenti estratti a sorte dal candidato (durata della prova 30 minuti):

I. Fondamenti estetici della musica:
1) Ritmica: ritmo fisico e ritmo estetico. La configurazione ritmica del discorso musicale. Il Kolon. Sue varietà e caratteristiche espressive. L’inciso. La frase e il periodo. Motivi del collegamento. Ritmo e misura.
2) Armonica: concetti di genere, modo e tono. Melodia, armonia, timbro. Le scale, le graduali conquiste nel campo della tonalità.
3) Poetica musicale: i caratteri fondamentali del discorso musicale. La piccola modulazione in tutte le sue varietà (ritmica, modale, tonale, di genere, dinamica, espressiva).

II. Teorie sulle origini della musica:
4) Teoria e illustrazione storica, critica e tecnica delle forme musicali della musica primitiva a tutto il Medioevo.
5) Nozioni di paleografia ed esercizi di lettura e di trascrizione sulla musica gregoriana e su qualche facile composizione polifonica sino a tutta l’Ars Nova.
6) Esercitazioni bibliografiche.
7) Teoria e illustrazione storica, critica e tecnica di forme musicali dal Medioevo in poi.
8)Nozioni di paleografia ed esercizi di lettura e di trascrizione (liuto, organo, notazione dal Quattrocento in poi).
9)Esercitazioni bibliografiche: esposizione critica della bibliografia relativa ad ogni periodo storico, con speciale considerazione della produzione italiana, particolarmente della teorica per i secoli XV- XVIII e delle trattazioni monografiche e delle ricerche erudite per i secoli XVIII- XX.
10)Nozioni storiche sugli editori e sulle edizioni di musica pratica da Ottaviano de Petrucci ai nostri giorni, con speciale considerazione delle edizioni di musica italiana fatte all’estero nei secoli XVII, XVIII e XIX.
b) Discussione storica, critica e tecnica (con lettura al pianoforte) di
due brevi opere d’arte (o brani di opere d’arte di maggiore esten-
sione) estratte a sorte ed offerte all’esame estemporaneo dal candidato.

Tale programma si intenderà compiuto con maggiore larghezza ed elevatezza di intendimenti che nel corso inferiore, approfondendo lo studio delle scuole, degli stili, dei trapassi minori, con ampia disami na e illustrazione di testi ed opere d’arte nell’intento di illuminare, soprattutto, i quattro momenti universali della storia italiana:
a) l’Ars Nova;
b) la riforma palestriniana;
c) il melodramma:
d) le origini della sonata e della sinfonia moderna.

REGOLAMENTO INTERNO

A) per gli allievi di composizione e direzione d’orchestra

Il corso complementare di Storia ed estetica musicale per allievi compositori e direttori d’orchestra presenta le seguenti caratteristiche:

1) durata: 1 anno;
2) destinatari: esclusivamente gli allievi del corso superiore della Scuola di composizione e della Scuola di direzione d’orchestra;
4) modalità d’esame:
a) prova scritta, da realizzarsi in stanza chiusa nel tempo massimo di 10 ore, consistente nell’analisi di un importante brano musicale assegnato dalla Commissione, tratto dalla letteratura sinfonica o operistica del ‘900;
b) lettura ed analisi al pianoforte di due brani musicali di ridotta estensione, o di estratti da composizioni di maggiore ampiezza, tratti dalla letteratura musicale del ‘900, estratti a sorte e proposti all’esame estemporaneo del candidato;
e) colloquio.

Il programma d’esame prevede i seguenti argomenti ed esperienze di studio:

a) esame approfondito, in forma di corso monografico, dell’attività e della produzione di un compositore del Novecento storico;
b) prove ed esperienze di analisi, con realizzazione di elaborati scritti, concernenti opere di compositori contemporanei;
c)argomenti di estetica, metodologie analitiche, semiologia;
d) argomenti di storiografia musicale.

Testi di riferimento

1) DALHAUS, Carl (1980, ed. or. 1977), Fondamenti di storiografia musicale, 212 pp., Ed Discanto, Fiesole.
2) HANSLICK, Eduard (1978, 1ª Ed. it. 1945, Ed. or. 1854), Il bello musicale, 135 pp., Ed. Giunti-Martello, Firenze.
3) SCHOENBERG, Arnold (1969, ed. or. 1967), Elementi di composizione musicale, 240 pp., Ed. Suvini-Zerboni, Milano.
4) SCHOENBERG, Arnold (1980, 1ª Ed. it. 1960, Ed. or. 1950), Stile e idea, 265 pp., Ed. Feltrinelli, Milano.
5) ADORNO, W. Theodor (1975, 1ª Ed. it. 1959, Ed. or. 1949), Filosofia della musica moderna, 212 pp. Ed. Einaudi, Torino.
6) ADORNO, W. Theodor (1981, 1ª, Ed. it. 1959, Ed. or. 1958), Dissonanze, 227 pp., Ed. Feltrinelli, Milano.
EDT/Musica, Torino.
7) BENT, Jan (1990, ed. or. 1980, 1987), Analisi musicale, 378 pp., Ed. EDT Musica, Torino.
8) SALVETTI, Guido (1977), Il Novecento I, Ed. EDT/Musica, Torino.
9) VINAY, Gianfranco (1978), Il Novecento II, Parte1ª, EDT/Musica, Torino.
10) LANZA, Andrea (1980), Il Novecento II, Parte 2ª, Ed. EDT/Musica, Torino.
11) ZACCARO, Gianfranco (1986), La musica nel Novecento, 206 pp., Ed. Edipan, Roma
12) GRAZIOSI, Giorgio (1967), L’interpretazione musicale, 200pp, Einaudi, Torino.
13) Von der Weid, Jean Noel, (2002) La Musica nel XX secolo, Ricordi, Milano.
14) Volume concernente l’attività e la produzione del compositore oggetto del corso monografico di cui al punto a del presente programma.

STORIA ED ESTETICA MUSICALE

B) per tutti gli allievi che abbiano l’obbligo di tale corso compresi quelli di composizione del corso medio

Il corso complementare di Storia della musica per allievi strumentisti, cantanti e compositori ha come obiettivo il conseguimento della Licenza di Storia ed estetica musicale, e presenta le caratteristiche sottoindicate:

1) durata: 2 anni.
2) destinatari: tutti gli allievi strumentisti, cantanti e compositori.
3) propedeuticità: compimento inferiore di strumento, canto o composizione.
4) collocazione: corso superiore per gli allievi di canto, strumenti a fiato, chitarra, contrabbasso, percussione, sassofono; corso medio per gli allievi di violino, viola, violoncello, pianoforte, arpa, composizione.
5) modalità di esame: estrazione di tre argomenti fra quelli previsti dai programmi ministeriali; colloquio concernente gli argomenti estratti.
6) programma d’esame; risulta diviso in due nuclei principali di temi di studio:
a) Fondamenti fisici della musica. b) Storia della musica.

Il primo nucleo (Fondamenti fisici della musica) comprende 9 argomenti, concernenti:

a) parametri e modi di produzione/trasmissione/ricezione delle manifestazioni acustiche;
b) suoni armonici, battimenti e suoni di derivazione;
c) criteri ed esperienze di definizione delle scale nell’esperienza musicale occidentale (scala pitagorica, naturale e temperata);
d) risuonatori e accoppiatori, soprattutto in relazione agli strumenti musicali;
e) classificazione degli strumenti musicali.

Il secondo nucleo (Storia della musica) comprende 32 gruppi di argomenti – definiti prevalentemente in senso diacronico e secondo distinzioni di genere o di forme – riconducibili a tre sezioni, concernenti le seguenti aree:

a) la musica nel Mondo Antico e nelle culture di interesse etnologico;
b) la musica nel Medioevo e nel Rinascimento;
c) la musica nell’età barocca e nel periodo classico; la musica nell’Ottocento; la musica nel Novecento.

Il corso di Storia ed estetica musicale ha per oggetto di studio prevalentemente la musica nella cultura occidentale, con continui e stretti riferimenti agli ambiti della storia generale (civile, politica, militare, religiosa, culturale, ecc.). Si ritiene opportuna una valutazione attenta e consapevole dei documenti musicali (scritti e sonori), senza la quale lo studio si limita ad essere una vana esercitazione verbale. Inoltre, si considera determinante l’osservazione delle forme e degli stili in cui si manifesta l’invenzione musicale, con adeguata attenzione alle trasformazioni rilevabili nel tempo e nelle diverse aree culturali. Infine, si reputa indispensabile una adeguata conoscenza delle modalità di invenzione, produzione e percezione della musica, con particolare riguardo per:

a) i processi compositivi, l’attività e la collocazione culturale dei compositori;
b) i modi di esecuzione e i criteri inerenti alla formazione degli esecutori;
e) gli ambiti, i luoghi, gli spazi in cui la musica è stata collocata nel tempo, con attenzione privilegiata per le motivazioni e i significati che la musica ha assunto presso i destinatari.

In particolare, i contenuti di studio possono essere descritti nella maniera seguente:

1) Gli ambiti disciplinari della ricerca musicologica. Musicologia storica, musicologia sistematica, musicologia applicata, etnomusicologia ed antropologia della musica; aree settoriali e specialistiche.
2)La musica nel Mondo Antico.
Le discipline inerenti (documentazione archeologica ed iconografica); le fonti letterarie; gli strumenti.
3)La musica nella cultura greca.
I documenti musicali superstiti; la trattatistica teorica e la notazione; l’assetto modale; l’esperienza dell’ethos e della catarsi; metri poetici e ritmi musicali; forme e generi della poesia cantata, della tragedia e commedia; gli strumenti e la musica strumentale.
4)La musica nel Medioevo: il canto liturgico cristiano.
Liturgie locali orientali e occidentali; l’unificazione di attribuzione gregoriana; teorie ed assetto della modalità; i documenti musicali: forme, tipi e trasformazioni della notazione; le innovazioni della tradizione: sequenze e tropi. Messa ed Ufficio delle Ore: descrizione della liturgia; il dramma liturgico e la sacra rappresentazione; la lauda.
5)La musica nel Medioevo: le espressioni profane.
Strumenti e repertori strumentali: musiche per la danza e per le occasioni cerimoniali; i documenti musicali. Espressioni monodiche in lingua latina e nella poesia trovadorica e dei trovieri; i documenti: codici e forme della notazione. Le espressioni monodiche documentate in area tedesca e nella penisola iberica.
6) La musica nel Medioevo: le polifonie “primitive”.
Gli ambiti della pratica polifonica; documenti musicali tramandati; trattatisti e teorici. L’organum: forme parallele e melismatiche. La produzione polifonica nella cattedrale di Parigi. Altre forme: conductus, clausulae, mottetto, hochetus. Criteri della notazione: i modi ritmici e la notazione franconiana.
7)La musica nel Medioevo: l’Ars Nova e il Trecento.
L’Ars Nova francese: forme, autori, trattati, notazione; l’Ars Nova italiana: forme, autori, trattati poetici, notazione, codici, luoghi e ambienti culturali. Il trattamento isoritmico del tenor. La definizione della notazione mensurale. Il cromatismo e le alterazioni del sistema modale: la Musica Ficta.
8)La musica nel Medioevo: il Quattrocento. Monodia estemporanea e poesia cantata nell’Italia del Quattrocento. La musica inglese e la sua influenza sulla produzione continentale fra XIV e XV secolo. La tradizione fiamminga e borgognona; le Cappelle musicali. La composizione della Messa. Il Mottetto tardo-medievale.
9)La musica nel Rinascimento: la transizione dal Quattrocento al Cinquecento.
I principali musicisti di tradizione fiamminga; le tecniche del canone; la Messa: bicinia, parafrasi e parodia; l’assunzione di modelli locali. L’invenzione della stampa per musica. Forme polifoniche italiane di carattere profano: frottole, villotte, canti carnascialeschi.
10)La musica nel Rinascimento: polifonia di carattere profano nel Cinquecento.
L’assunzione della tradizione fiamminga in Italia e nell’Europa rinascimentale. L’emergere di espressioni musicali con tratti stilistici nazionali. Il Madrigale in Italia: forme, assetto polifonico e tecniche di combinazione di parti; poeti e testi poetici; compositori; destinatari; edizioni a stampa e circolazione. Altre forme polifoniche in Italia: Canzon Villanesche, Villanelle alla napolitana, Moresche, Greghesche, ecc.
11)La musica nel Rinascimento: la musica strumentale nel Cinquecento. Trattati e manuali; strumenti e famiglie omogenee; strumenti da tasto, viole, liuto; intavolature e sistemi di rappresentazione della musica strumentale; relazioni fra musica vocale e musica strumentale; progressiva definizione di forme esclusivamente strumentali: ricercare, canzona, variazione, associazione di danze, toccata .
12)La musica nel Rinascimento: le liturgie cristiane nel Cinquecento.
La Riforma e le sue espressioni musicali in Germania ed in altri territori europei. Le trasformazioni e gli adattamenti nella liturgia cattolica; la polifonia e gli orientamenti del Concilio Tridentino. La produzione palestrinana: i tratti di un modello per la musica sacra. Polifonia policorale a Venezia.
13)L’Età Barocca: il teatro musicale; la musica vocale.
Madrigale drammatico, tragedia, commedia, intermedio, commedia dell’arte. Teorici, poeti, cantori, compositori alle origini del melodramma. L’opera a Firenze, a Roma, a Venezia. L’opera a Napoli. L’opera in Inghilterra e in Francia. Diffusione dell’opera di tradizione italiana in Europa. Opera seria e Opera buffa: le connotazioni prevalenti di tale divaricazione. Tratti, tipi, forme dell’aria, del recitativo, dei soggetti poetici, della strumentazione. Teorici, librettisti, operisti, esecutori. Le polemiche culturali inerenti all’opera in musica. La scenotecnica: architetti e scenografi. I teatri: spazi, ambienti e tecniche per lo spettacolo. Il pubblico: componenti sociali e culturali, modalità di partecipazione, criteri del gusto. Cantata e forme vocali da camera.
14)L’Età barocca: la musica sacra.
Musica e liturgia nella tradizione luterana, anglicana e cattolica. La policoralità. Mottetto. Oratorio. La Messa. Cantata sacra e Passioni. L’attività dei musicisti (compositori ed esecutori) in relazione alle necessità del culto.
15)L’Età Barocca: la musica strumentale.
Strumenti a pizzico e da tasto; strumenti ad arco: il violino. L’organo e la trasformazione delle forme rinascimentali. Le variazioni su basso; la partita. La stilizzazione delle danze: la suite. Lo stile concertante. La sonata a tre da camera e da chiesa. La sonata a solo. Il concerto policorale, il concerto grosso, il concerto solistico. Progressiva definizione della sensibilità armonico/tonale. Il temperamento equabile.
L’elaborazione della tradizione contrappuntistica. La riflessione teorica. Strumentisti, virtuosi, complessi e orchestre. La produzione e l’attività professionale di alcuni compositori: Corelli, Couperin, Vivaldi, Bach, Haendel, Rameau.
16)Il periodo classico: la musica nel secondo Settecento e nel primo Ottocento.
Stile galante e stile “sentimentale”. L’opera in Europa: teorici e critici, polemiche, riforme; l’esperienza di Gluck; il teatro di Mozart; il teatro di Haydn, Paisiello e Cimarosa. Lo stile classico: la forma-sonata. Il pianoforte. Generi strumentali innovativi: quartetto, sinfonia, sonata. La produzione strumentale di Haydn e Mozart. Beethoven: formazione e personalità; la collocazione culturale; la produzione musicale. Il teatro musicale di Cherubini e Spontini. Il melodramma di Rossini.
17)La musica nell’Ottocento.
Il Romanticismo in Germania e in Europa. I tratti dello stile romantico. Lied e musica corale nella cultura tedesca; Schubert. L’opera romantica tedesca; il teatro di Weber. Il melodramma romantico italiano: il teatro di Bellini, Donizetti e la prima produzione di Verdi. Grand Opéra, Opéra Lyrique nel teatro musicale francese. La musica per pianoforte: Schumann, Chopin, Liszt. La musica da camera. La musica per orchestra: sinfonia e poema sinfonico; Berlioz, Liszt, Brahms. Il teatro di Verdi nella maturità. Il teatro di Wagner.
18)La musica fra Ottocento e Novecento.
Il teatro musicale fra Verismo e Decadentismo. Il sinfonismo postromantico: Mahler, Bruckner. Il poema sinfonico: Strauss. Il nazionalismo e la produzione musicale nelle culture slave, in Russia, nell’area scandinava. Impressionismo, simbolismo e neoclassicismo in Francia: Debussy; Ravel.
19) La musica nel primo Novecento.
Caratteri e quadri generali. L’invenzione musicale e la tradizione folklorica: Bártók. Fauvismo e Neoclassicismo: Stavinskij; Hindemith. Atonalità. Politonalità. I compositori francesi del “Gruppo dei Sei”. L’Espressionismo e la dodecafonia: Schónberg, Berg, Webern. La produzione sovietica e americana fra le due guerre.
20) La musica contemporanea nel mondo occidentale.
Le ricerche post-weberniane e la neo avanguardia. L’esperienza di Darmstadt. Puntillismo, serialismo. L'”alea”: gestualità ed improvvisazione. Le ricerche e sperimentazioni elettro-acustiche. Problemi semiografici e grafísmi. Live-electronics. La sperimentazione nel teatro musicale. Gli autori principali e la loro produzione: quadri generali.
21) La scoperta delle musiche “altre”.
Le diverse categorizzazioni dell’esperienza musicale; la produzione musicale nelle culture di interesse etnologico: tratti culturali, proiezioni simboliche e rituali, funzioni e usi, forme della melodia e della polifonia, gli strumenti; la rilevazione e la documentazione sonora. La musica nelle culture extraeuropee: cronologie, fonti documentarie, tratti culturali; gli strumenti; le forme, le teorie, gli esecutori, nelle principali tradizioni musicali colte (Mondo Islamico, India, Cina ed Estremo Oriente). Trattazione in forma di cenni generali.
22)Le espressioni musicali contemporanee esterne alla tradizione colta. Il Jazz e la tradizione afro-americana.
Per quanto concerne la distribuzione degli argomenti suindicati nei due anni di corso, si considera opportuna la suddivisione seguente:

a) 1° corso: n.ri 1-12;
b) 2° corso: n.ri 13-22; argomenti concernenti i Fondamenti fisici della musica

Testi di riferimento

1) FAVARO/PESTALOZZA, (1999), Storia della Musica, 673 pp, Ed. Nuova Carisch, Milano.
2) GROUT, D. Jay, (1984, 1 Ed. it.), Storia della musica in Occidente, 863 pp., Ed. Feltrinelli, Milano.
3) BARONI, Mario et al. (1988), Storia della musica, 535 pp., Ed. Einaudi, Torino.
4) AA.VV, (1996), Enciclopedia della musica,1247 pp., Ed. Garzanti, Milano
5) MICHELS, Ulrich (1994, ed. or.1985), Atlante di musica, 553 pp., Ed. Sperling e Kupfer, Milano.
6) SACHS, Curt (1979, ed. or. 1962), Le sorgenti della musica, 273 pp., Ed. Boringhieri, Torino.
7) RIGHINI, Pietro (1978), L’acustica per il musicista. Fondamenti fisici della musica, 109 pp., Ed. Zanibon, Padova.
8) LEONI, Stefano e Paolo Aldo ROSSI (1992), Manuale di acustica e Teoria del suono, 82 pp., Ed. Rugginenti editore, Milano.
9) SALVETTI, Guido (1977), Il Novecento I, EDT/Musica, Torino.
10) VINAY, Gianfranco (1978), Il Novecento II, Parte I, Ed. EDT/Musica, Torino.
11) LANZA, Andrea (1980), Il Novecento II, Parte II, Ed. EDT/Musica, Torino.

C) Per gli allievi di clavicembalo

Il corso complementare di Storia della musica per allievi clavicembalisti presenta le seguenti caratteristiche:

1) durata: 1 anno;
2) destinatari: esclusivamente gli allievi della scuola di clavicembalo;
3) modalità di esame: colloquio.
Il corso complementare di Storia della musica per allievi clavicembalisti ha per oggetto di studio la produzione musicale per clavicembalo e strumenti a tastiera nell’Età barocca e nel Novecento.
Il programma d’esame prevede i seguenti argomenti:
a) storia del clavicembalo e degli altri strumenti a tastiera;
b) produzione musicale concernente il clavicembalo e gli altri strumenti a
tastiera: compositori, esecutori, letteratura, aree stilistiche e
tradizioni culturali;
e) organologia del clavicembalo e degli altri strumenti a tastiera;
d) diteggiature e registrazione;
e) il basso continuo: prassi esecutiva e realizzazione dell’accompagnamento;
f) tipologie della notazione;
g) forme della musica strumentale, con particolare riguardo alla produzione per tastiera.

Il testo complementare di Storia della musica per allievi clavicembalisti presenta connotati di particolare approfondimento. Si ritiene pertanto necessaria una conoscenza orientativa delle diverse modalità di notazione, e la conoscenza diretta (anche esecutiva) delle diverse forme strumentali barocche, attraverso adeguate esperienze analitiche. Si considera inoltre opportuna una valutazione attenta delle trasformazioni ed innovazioni verificatesi nei diversi assetti formali, nel corso del tempo, in relazione alla produzione dei principali compositori e alle diverse tradizioni culturali in Europa. Si reputa inoltre indispensabile un’adeguata conoscenza (anche esecutiva) della produzione per clavicembalo (e con clavicembalo in insieme) realizzata nel Novecento.

Testi di riferimento

Per quanto concerne gli argomenti concernenti la storia e l’organologia del clavicembalo si consiglia lo studio dei volumi indicati ai n.ri 1 e 2 della lista seguente.
Per quanto concerne le questioni relative alla diteggiatura, gli abbellimenti e le modalità di interpretazione, si consiglia il volume indicato al n°. 3.
Per ciò che attiene la prassi e la realizzazione del Basso continuo si ritiene opportuna la lettura del volume indicato al n° 4.
Infine, per quanto riguarda le forme strumentali si consiglia lo studio delle Voci relative nell’opera indicata al n° 5.

1) AA VV (1984), Il clavicembalo, 239 pp. Ed. EDT, Torino.
2) SCHOTT, Howard (1982), Suonare il clavicembalo, 230 pp., Ed F. Muzzio, Padova.
3) BACH, Carl Philipp Emanuel (1973, 1 Ed. it.), Saggio di metodo per la tastiera, a cura di Gabriella Gentili Verona, 195 pp. Ed. Curci, Milano.
4) KELLER, Hermann (1984, 2 Ed. it.), Scuola della prassi del basso continuo, 95 pp., Ed. Curci, Milano.
5) AA. VV. (1983-1984), Dizionario della musica e dei musicisti Il Lessico, voll. I-IV, Utet, Torino.